Polo Chirurgico ad alta tecnologia
Il polo chirurgico San Donato è frutto anche dell’impegno del Calcit di Arezzo, Comitato Autonomo per la lotta contro i tumori, presieduto da Giancarlo Sassoli. L’impegno del Calcit sarà di due milioni di Euro, grazie al finanziamento di Banca Etruria. Il comitato realizzerà le quattro nuove sale operatorie affidando alla ditta Inso di Montelupo (specializzata nel settore) i lavori chiavi in mano, mentre le apparecchiature medicali saranno fornite dalla ditta Trumph.
“Per noi che da 32 anni sosteniamo progetti legati alla lotta contro tumori – ha detto Sassoli – quella della robotica e del nuovo polo chirurgico è una ulteriore grande sfida alla quale chiamiamo fiduciosi la comunità aretina a rispondere con generosità. L'acquisto del robot, lo voglio sottolineare, non chiude un progetto, ma anzi apre nuove strade e nuove necessità. Noi intendiamo mettere a disposizione del’ospedale quanto necessita per le quattro nuove sale operatorie dedicate alla robotica e facciamo sempre appello alla grande generosità della comunità aretina.
E vorrei segnalare, fra i tanti aiuti che arrivano, quelli particolari di due professionisti l’ingegnere Mattei Gestri e l’architetto Andrea Sordini che gratuitamente svolgono la funzione di direttore dei lavori e della sicurezza. E così dopo il contributo del 2005 per l’acquisto della Ct-Pet, la macchina di ultima generazione in grado di individuare tumori di piccolissime dimensioni (per un costo di due milioni di euro), arriva un altro grande dono alla Asl. L’importante ruolo del Calcit per il polo chirurgico ad alta tecnologia è stato ricordato anche da Enrico Desideri, direttore generale della Asl 8 che ha sottolineato come “l’apporto finanziario sia stato consistente ma anche la rapidità dell’operazione”. Oltre alla robotica, il Calcit nel corso del 2010 ha fatto altre importanti donazioni all’ospedale di Arezzo per quasi un milione e duecentomila euro. Vale la pena, quindi, ricordare l’ecografo con sonda trans rettale, laparoscopica, intraoperatoria per chirurgia generale (97.800euro, già operativo); l’elettrobisturi “Force Triad” Ligasure per ginecologia oncologica (20.800euro, già operativo); il software per Ct-Pet Tumor Tracking neuroq per medicina nucleare (94.800 euro, già operativo); eco endoscopio ovvero l’ecografo di alta fascia (già operativo) più endoscopio radiale per gastroenterologia da 200mila euro (l’attività endoscopica partirà a gennaio); l’arredo completo per quindici stanze da destinare ai malati oncologici (78mila euro, progetto già operativo); il servizio Scudo ovvero le cure domiciliari oncologiche su Arezzo, Capolona, Subbiano, Castiglion Fibocchi, Monte San Savino, Civitella, Laterina e Pergine (240mila euro il costo annuo); servizio di pet-terapy ovvero la terapia con i cani in oncologia e radioterapia tre volte la settimana (12mila euro il costo annuo); tre borse di studio della durata di 12 mesi per gastoenterolgia, medicina nucleare e oncologia (50mila euro, già operativo); due specializzazioni medici della durata di cinque anni (costo annuo di 50mila euro, già operativo). A breve deve arrivare l’ecografo per senologia e il tavolo stereotassico per biopsie mammarie (200mila euro) ed è stato ordinato il mammografo digitale su mezzo mobile itinerante (con la collaborazione della provincia).
“il grane cuore del Calcit batte sempre più forte – ha detto Arnaldo Berbeglia, instancabile addetto stampa e dirigente del sodalizio aretino – ma per farlo ha bisogno anche della cittadinanza”.
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Testata giornalistica: IL NUOVO CORRIERE ARETINO






