Prevenzione in giro per la provincia


DSCN3434La diagnosi preventiva e precoce in diverse patologie tumorali, femminili e non, è la chiave di volta per giungere, nella maggioranza dei casi, alla guarigione. Ed una di queste patologie è sicuramente il tumore al seno, spesso di origine benigna, ma che colpisce una donna su dieci. A dirlo sono le statistiche, anche nel nostro territorio. Da qui l’esigenza di dotare da ieri il sistema sanitario provinciale di un nuovo mammografo digitale mobile. Già, perché la strumentazione è installata all’interno di un furgoncino in grado di spostarsi ovunque. Un vero gioiello ad alta tecnologia che esporrà anche meno alle radiazioni ionizzanti,  unica vera controindicazione dell’esame. La donazione è del CALCIT, un’associazione che non ha bisogno di presentazioni e che da tempo si sta muovendo in questa direzione.

Una nuova strumentazione di ultima generazione, presa in consegna ieri davanti al San Donato dal personale della Asl. Un investimento di 300mila euro, cui hanno contribuito tutti e cinque i Calcit della provincia.

In parallelo, il lavoro di sensibilizzazione per portare soprattutto le donna in età compresa tra i 50 e i 69 anni ad aderire allo screening partito dai medici di famiglia in collaborazione con tutti i sindaci dei 39m comuni della provincia. “il nostro obiettivo – spiega il Direttore della ASL 8, Enrico Desideri - è quello di raggiungere tutte quelle aree della provincia dove abbiamo minore adesione alla screening mammografico..E, anche se il risultato sulla media provinciale è stato del 74,6% nel 2010, uno dei migliori in Toscana, resta scoperto un 25% di donne nella fascia di età interessata. Un’età in cui il vantaggio della diagnosi precoce  di gran lunga superiore, rispetto al rischio minimo dell’esposizione a radiazioni ionizzanti”. Una risposta delle donne in età interessata, che l’anno scorso è variata dall’82,8 % ad Arezzo, al 69,2 del Casentino, al 69,3 della Valdichiana, al 69,1 del Valdarno, al 76,4 della Valdichiana. Insomma soprattutto in Casentino e Valtiberina c’è ancora molto lavoro da fare. In media, dunque, dalle 6 alle 8 donne vengono richiamate per approfondimenti ogni 100 mammografie. E di queste, 1 su 10 si opera di tumore, con un media che aggira tra i 6 e gli 8 tumori riscontati  ogni 1000 mammografie. Il consiglio è dunque, per le circa 44mila donne di quest’età in provincia, di sottoporsi all’esame ogni due o tre anni. Ma a breve, con la nuova installazione mobile, gli operatori della Asl, andranno direttamente nei paesi della  provincia a fare gli esami. Basterà, infatti, un allaccio elettrico con un’isola a contorno, che verrà creata di volta in volta intorno all’impianto mobile. Insomma non si dovrà andare per forza in uno dei cinque ospedali della provincia. Intanto il lavoro encomiabile del CALCIT continua, “A breve doneremo due laser alla dermatologia e tre microscopi ad anatomia patologica”, conclude Giancarlo Sassoli del Calcit di Arezzo.



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