900 mila euro dal Calcit e dalla Fondazione Cesalpino per finanziare borse di studio e ricerca

Bolognese vignaroli_Vujovic_sassoliAREZZO – Tra le ragioni che hanno portato alla nascita della Fondazione Cesalpino di Arezzo c'è la ricerca e la crescita professionale della sanità aretina. L'incontro positivo e non conflittuale con il Calcit, stanno producendo un interessante volume di attività nel campo della ricerca ed dell'aggiornamento professionale con borse di studio anche di notevole entità. Adesso questo grande lavoro si struttura e assieme alla azienda sanitaria nasce in un coordinamento per programmare e rendicontare alla cittadinanza come vengono impiegati i soldi destinati proprio a questa attività. In cinque anni ben 900 mila euro, più della metà messi a disposizione dal Calcitpdf (VEDI ELENCO) .

"Non esiste una buona sanità senza una buona ricerca – ha sottolinea Leonardo Bolognese, presidente del comitato scientifico della Cesalpino e direttore del Dipartimento cardiovascolare della Asl 8 – perché senza nuovi stimoli il rischio è di arenarsi alle vecchie conoscenze. Invece la medicina è continuo aggiornamento, sperimentazione e, appunto, ricerca".

La ricerca non è più appannaggio delle sole sedi universitarie, ma secondo le regole e le norme in vigore, può essere efficacemente condotta anche in strutture come quelle esistenti sul nostro territorio. Proprio in presenza di particolari eccellenze, questa condizioni è sotto attenta osservazione anche del Cnr, il consiglio nazionale delle ricerche che ha individuato Arezzo per la creazione di un centro studi nazionale legati ai trattamenti delle malattie cardiache (presto si arriverà ad una convezione operativa).

"Come Azienda – ha detto durante la conferenza stampa Branca Vujovic, direttore sanitario della Asl – è molto positivo che i soggetti che finanziano questa attività abbiamo deciso di coordinarsi fra loro e con noi per evitare che le scelte siano dettate da singole richieste, collegate da un progetto più generale. E vediamo positivamente l'inserimento anche di forze giovani in una classe medica e sanitaria che per effetto delle restrizioni economiche e finanziare che per la sanità vanno avanti da diversi anni, sta invecchiando ed ha pochi ricambi generazionali."

Se il ruolo della Fondazione Cisalpino è centrale nella formazione, quello del Calcit per la sua storia e natura rimane un pilastro fondamentale nella forza economica e di stimolo. "Non solo acquisto di strumenti – ha detto Giancarlo Sassoli, presidente del Calcit – ma investimento sempre più mirato alle capacità professionali sia esistenti che nuove. Noi crediamo fortemente sul valore di queste borse di studio che puntano sul merito, e sull'incremento di ricerche affidate a giovani laureati che da una parte assorbono l'esperienza di chi già opera in sanità, e dall'altra portano stimoli nuovi e nuove metodiche di ricerca e di studio."

Secondo la fondazione Cesalpino, rappresentata dal suo presidente Luigi Vignaroli, "la città e il territorio hanno la forza per sostenere questa attività grazie alla generosità tipica degli aretini, ma è bene organizzare un sistema trasparente che garantisca poi una verifica reale del lavoro svolto, che a sua volta può produrre nuove energie e risorse".