Carlo Milandri è il nuovo direttore dell'unità operativa di Oncologia del presidio Ospedaliero “Ospedali Riuniti dell’Aretino” e dell’Ospedale La Fratta in Valdichiana.
Continua il percorso di rafforzamento dei servizi ospedalieri della Usl Toscana Sud Est per la copertura delle direzioni nei plessi ospedalieri di tutto il territorio.
Martedì 3 novembre il dott. Carlo Milandri ha firmato alla presenza del Direttore Generale AUSL TSE Antonio D’Urso il contratto quale nuovo direttore dell'unità operativa complessa di Oncologia degli Ospedali Riuniti dell’Aretino e dell’Ospedale della Valdichiana La Fratta.
Il dott. MIlandri viene da esperienze a Rimini, Forli e presso l’Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei tumori. Il suo ultimo incarico è stato quello di direttore dell’Unità Complessa di Oncologia presso l’Ospedale S.Giuseppe di Empoli. .

“Anche in questo periodo di pandemia non fermiamo la nostra azione di rafforzamento - dice il Direttore generale Antonio D’Urso - vogliamo dotare l’azienda di tutti i professionisti necessari in ogni settore per essere più incisivi in un ambito territoriale complesso e variamente articolato, quale quello della USL TSE.
Dobbiamo essere in grado di affrontare le nuove sfide che ci attendono avendo sempre la massima attenzione al fabbisogno delle nostre realtà territoriali, per questo il potenziamento proseguirà anche nelle prossime settimane”.

 

Da Arezzo Notizie:

Informazione e solidarietà per il Calcit. Il nuovo mese delle Farmacie Comunali di Arezzo sarà caratterizzato dalla campagna “SosteniAmo il Calcit” che, in programma da sabato 6 a sabato 27 marzo, è motivata dalla doppia volontà di raccogliere fondi per sostenere il progetto Scudo e di valorizzare l’operato del comitato cittadino. Questo evento sarà presentato e anticipato alle 21.30 di martedì 2 marzo da uno speciale all’interno della trasmissione “Bengodi” su Teletruria che, condiviso anche sulla pagina facebook Farmacie Comunali Arezzo, troverà il proprio focus in un dettagliato approfondimento sull’importanza delle attività di prevenzione e cura dei tumori.
Il programma televisivo, condotto da Alex Revelli Sorini e da Susanna Cutini, sarà caratterizzato dalla presenza dei volontari del Calcit che da quarantatre anni rinnovano il loro impegno nell’acquisto di strumentazioni all’avanguardia per l’ospedale San Donato e nell’attivazione di nuovi servizi oncologici. Tra questi rientra anche il progetto Scudo che offre cure domiciliari oncologiche per i malati di tumore con interventi di medici, infermieri e altri professionisti direttamente tra le mura di casa. Sostenere lo Scudo è proprio la finalità che ha animato le tre settimane di “SosteniAmo il Calcit” che proporranno una raccolta di fondi condotta nelle otto Farmacie Comunali di Arezzo attraverso la vendita delle tavolette di Vestri Cioccolato: per ogni cioccolata acquistata, infatti, un euro sarà devoluto in beneficenza al Calcit.

L’iniziativa verrà illustrata in occasione di “Bengodi” direttamente dalle parole di Francesco Francini e di Gianluca Ceccarelli (rispettivamente presidente e amministratore delegato delle Farmacie Comunali di Arezzo), di Siro Piantini (vicepresidente del Calcit) e di Danielo Vestri (titolare dell’omonima azienda). La trasmissione sarà inoltre arricchita dai saluti istituzionali del sindaco Alessandro Ghinelli e dell’assessore alle politiche sanitarie Lucia Tanti, oltre che dai collegamenti esterni con alcuni farmacisti tra cui la dottoressa Cinzia Francini che ha frequentato la scuola di Alta Formazione per il Consiglio e l’Assistenza Multidisciplinare al Paziente Deospedalizzato permettendo alla Farmacia Comunale n.2 “Trionfo” di ottenere la certificazione di “Farmacia Oncologica” abilitata a fornire servizi, consigli, suggerimenti e indicazioni per il percorso delle persone con tumore al di fuori del ricovero ospedaliero.

„"L’iniziativa - commenta il dottor Ceccarelli, - sarà un’occasione per trattare varie tematiche collegate alla diagnosi e alla cura dei tumori, facendo affidamento sui rappresentanti di una realtà d’eccellenza del territorio aretino come il Calcit. Allo stesso tempo, inoltre, sarà possibile approfondire i servizi della “Farmacia Oncologica” e raccontare la genesi della collaborazione tra Farmacie Comunali di Arezzo e Vestri con tante informazioni collegate ai benefici sull’apparato cardiovascolare, sul cuore, sul colesterolo e sull’umore apportati da un consumo equilibrato di cioccolata naturale e di qualità".“

Da: Arezzo Notizie:

Due trasferimenti in un anno, arredi acquistati dal Calcit in gran parte in magazzino. La struttura dell'Hospice ha bisogno di trovare un luogo di cura stabile e adeguato

Quando si dice Calcit si parla di solidarietà che costruisce e si prende cura. Quando c'è una targa del Calcit affissa da qualche parte, si capisce che quegli strumenti o quegli immobili sui quali la targa è applicata sono stati acquistati con i soldi donati dagli aretini. Per questo tutto quello che è frutto dell'operosità del Comitato per la lotta contro i tumori di Arezzo deve essere trattato con il massimo rispetto. E' una questione di bene comune, di impegno decennale applicato alla sanità pubblica. Tanto più che chi ha guidato il comitato ha dimostrato finora di avere la giusta visione di come applicare i proventi di mercatini in piazza, di mestolini di legno o di scopine della Befana. 

Questa la premessa doverosa per parlare dell'Hospice della città di Arezzo. Il primo e unico, che adesso cerca una struttura definitiva dopo il girovagare innescato dall'emergenza sanitaria. L'Asl ha emesso un bando per cercare un immobile da affittare, il Calcit però indica come migliore soluzione quella del recupero di una struttura della Asl nel Parco del Pionta. "Andare alla ricerca di altre soluzioni significa girare intorno al problema, perdere ulteriore tempo prezioso e lasciare un degrado inaccettabile a ridosso della struttura sanitaria pubblica" dichiara oggi il presidente Giancarlo Sassoli.

Da Centro Oncologico a Hospice per le cure palliative: la Palazzina del Calcit

L'hospice della città di Arezzo per circa due anni e mezzo è stato aperto nella palazzina dell'ex centro oncologico costruita interamente dal Calcit. La struttura fu realizzata nel 1995 per ospitare appunto il Centro Onocologico dell'ospedale San Donato. Quando questo reparto ebbe il bisogno di trovare nuovi spazi, quell'ala distaccata ma vicinissima al nosocomio, sul confine del parco del Pionta, sembrò la destinazione ottimale per un servizio finora assente: un luogo dove applicare le cure palliative e accompagnare i malati terminali, accogliendo loro e i familiari in una struttura che unisse l'assistenza h24 con un'atmosfera e una possibilità di autonomia tipica della propria abitazione.

Così nel 2015, mentre l'oncologia si trasferì dentro il San Donato, l'Asl dispose la ristrutturazione e l'adeguamento della palazzina per un importo di circa 460mila euro e il Calcit contribuì ancora comprando tutti gli arredi necessari: letti, angoli cottura, computer, poltroncine, tavoli per un importo di 70mila euro. Si arrivò così a fine 2017. L'Hospice era pronto. Fu inaugurato con grande orgoglio il 15 dicembre di quell'anno.

Due anni e mezzo e poi il Covid

Dal primo paziente entrato in struttura e fino a fine marzo 2020 l'hospice ha potuto ospitare e dare sollievo a tanti malati, li ha accompagnati con cura, dando una supporto e un sostegno impagabile alle famiglie. Si contano decine di lettere di ringraziamento arrivate alla redazione. Gli operatori che ci lavora in equipe sono definiti angeli e le testimonianze toccanti si susseguono.

Con l'arrivo del Covid l'Asl ha ritenuto opportuna una riorganizzazione degli spazi ospedalieri per affrontare l'emergenza sanitaria. C'è stato bisogno di fare posto all'area di degenza Covid, allargare il numero dei posti letto di terapia intensiva dedicati, il tutto separando nettamente i percorsi rispetto a tutti i reparti non Covid. E' nel corso della prima ondata che è arrivato il primo trasferimento. L'annuncio è del 27 marzo 2020. L'Hospice viene spostato al piano terra della Rsa di Pescaiola di Koiné che si mette a disposizione a titolo gratuito. 

Anche il Calcit era presente con il suo presidente Giancarlo Sassoli: "la necessità oggi inevitabile di far uscire i pazienti fragili e in particolare quelli oncologici dai locali attualmente all'interno del San Donato ha innescato una catena che ha costretto l'hospice ìe lo Scudo ad abbandonare la palazzina del Calcit, dove troverà posto l'oncologia medica e l'ematologia. Da qui lo spostamento nei locali della Koinè a Pescaiola. Da parte del Calcit che da sempre è a sostegno dei malati oncologici e ad alta complessità, un ringraziamento a Koinè che anche in questa situazione, ha anteposto gli interessi dei malati e della città a quelli, pur legittimi, della cooperativa".

Con la seconda ondata però è arrivato anche il secondo trasferimento. A metà novembre il piano terra messo a disposizione a titolo gratuito da Koiné nella Rsa di Pescaiola è stato deciso di destinarlo alla cura di pazienti Covid ospiti delle Rsa del territorio e così l'Asl ha trovato un accordo con la clinica privata San Giuseppe Hospital per tutto il 2021 sia per i letti del reparto Mo.di.ca. (il modulo di continuità assistenziale per le cure intermedie) che appunto per quelli delle cure palliative. Intanto alcune parti degli arredi dell'Hospice sono stati riutilizzati dall'oncologia medica come i tavoli e qualche poltroncina, il resto, letti compresi, sono conservati nel magazzino della Asl.

"L'assistenza non è mai venuta meno ed è seguita sempre dagli stessi operatori della Asl - commenta Sassoli del Calcit - ma va recuperata la modalità, ricreati gli spazi e la filosofia di quel luogo."

La ricerca di un immobile da affittare

Sono scaduti ieri i tempi per la manifestazione di interesse che i privati potevano presentare per mettere a disposizione un immobile, con determinate caratteristiche, per prenderlo in affitto e spostarci l'Hospice. L'Asl ha emesso l'avviso dopo una ricognizione di immobili pubblici fatta anche attraverso il Comune di Arezzo. 

Una prima ipotesi di una struttura in via Tarlati sembra essersi fermata. Lo stesso ex direttore dell'Hospice Maurizi ha spiegato che nel sopralluogo fatto quando ancora era in servizio era risultata essere non idonea.

La posizione del Calcit

"Il nuovo Hospice sia la prima pietra per il rilancio post Covid della sanità pubblica aretina con l'impegno di tutta la città". Questo è il richiamo che il Calcit fa oggi, proprio a poche ore dalla chiusura del bando di ricerca di un immobile da affittare. Una modalità ben diversa è infatti quella sostenuta dal Calcit e non solo. 

"Riteniamo utile far conoscere pubblicamente il pensiero del Calcit e di tanti cittadini circa questa struttura anitaria per assistenza e cure personalizzate" dichiara Sassoli che ricorda come "Il primo Hospice, realizzato nella palazzina Calcit, al quale i cittadini hanno fattivamente ed economicamente collaborato, ha avuto il riconoscimento di tutti per la qualità dell'assistenza e la cura dei locali" vantando oltre "600 metri quadrati a disposizione per 6 spazi (quasi miniappartementi) dedicati ai pazienti e altri riservati a familiari e ai servizi."

"L’Hospice non può partire da una ricerca di un immobile, ma dovrà essere pensato, progettato e costruito per soddisfare i criteri richiesti ma sopratutto adeguato a far trascorrere "quel tempo"  in un ambiente familiare ed intimo insieme ai propri cari. L'Hospice ha bisogno di un luogo di quiete ed il più vicino possibile all'ospedale per usufruire velocemente dei servizi che in tanti momenti occorrono, e quindi pensiamo che debba essere costruito o ex novo o adeguando immobili di proprietà pubblica della Asl che si trovano dietro al Centro Oncologico Calcit che nell’insieme sono di oltre 4mila metri quadrati così che allo stesso tempo si possa ridare a quello spazio uno stato decoroso e sicuro. Prescindere dalla valutazione di questa ipotesi e andare alla ricerca di altre soluzioni significa girare intorno al problema, perdere ulteriore tempo prezioso  e lasciare un degrado inaccettabile a ridosso della struttura sanitaria pubblica."

Prese di posizione di ogni colore politico

Sulla struttura definitiva per l'Hospice di Arezzo sono intervenute praticamente tutte le forze politiche e alcune associazioni del territorio. Dalle Acli alla Lega, dai consiglieri comunali di Pd e Lista Ralli Mattesini e Agnolucci, dalla vicesindaca Lucia Tanti ai consiglieri regionali Dem Vincenzo Ceccarelli e della Lega Marco Casucci. Tutti hanno sostanzialmente chiesto una soluzione stabile e definitiva, con il Movimento Cinque Stelle di Arezzo che nello specifico ha appoggiato proprio la soluzione interna al Pionta.

Un servizio istituito dal Calcit di Arezzo nel 2004 in collaborazione con la USL rivolto  ai malati oncologici e malati ad alta complessità che a causa della malattia necessitano di assistenza medica ed infermieristica al proprio domicilio,  con lo scopo di garantire  ai malati ed ai propri familiari una completa copertura dei bisogni assistenziali.

Durante la pandemia dei primi mesi dell’anno, tutt’ora in corso,  l’equipe dello SCUDO (operante nel distretto aretino) formata da medici, infermieri, psicologo , in accordo con i medici di famiglia, hanno  portato avanti questo preziosissimo servizio assistendo giornalmente dai 20 ai 25 pazienti.

Al servizio SCUDO qualche anno fa si è aggiunto l’ Hospice (struttura sanitaria  assistenziale)  inserito nella palazzina Calcit dando grande dignità all’assistenza  delle persone nel momento critico della loro vita,  completando ed arricchendo il servizio delle Cure palliative nel nostro territorio.

Il Covid -19 ha costretto al trasferimento dell’Hospice dalla palazzina Calcit  alla  struttura nuovissima della Koine (zona Pescaiola)  mantenendo caratteristiche dignitosissime.

L’ulteriore ultimo improvviso trasferimento dell’Hospice, causa l’aggravio della  situazione  Covid-19, presso  la clinica San Giuseppino ha in parte vanificato  quanto fatto fino ad oggi riguardo spazi, comfort ed altro.

Non commentiamo la decisione del trasferimento,  condizionata  senz’altro dall’attuale delicato  momento della pandemia;  ci attendiamo però che al San Giuseppino siano destinati a questi pazienti  e loro familiari spazi adeguati e che questi siano messi a disposizione senza costi aggiuntivi per la collettività !

Vogliamo comunque ed infine affermare,  l’assoluta esigenza di concretizzare  fin da ora   il progetto del nuovo Hospice ,  che ancora dopo 8 mesi non ne abbiamo notizia, del quale esigeremo puntuali e dettagliate informazioni,  e per quanto ci riguarda  individuandolo negli immobili da recuperare dietro al Centro Oncologico Calcit.

 

RESTEREMO comunque in attività ! Per qualsiasi necessità  risponderemo normalmente al telefono fisso 0575 22.200 (abbiamo attivato il trasferimento della chiamata) inoltre potete contattarci ai numeri 328 7254025 (Giancarlo Sassoli) e   335 6843907  (Mireno Tavanti). 

Potete inoltre inviarci mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Grazie, a presto !