Sono ad alta tecnologia, donati all’Asl Tse dal Calcit in collaborazione con Ceia Spa

Ci sono 10 letti in più nella rianimazione del San Donato. “Sono ad alta tecnologia – ha detto stamani il Direttore Marco Feri. Rappresentano quanto di meglio sia oggi possibile. Garantiscono il massimo comfort per i pazienti e consentano agli operatori sanitari di lavorare nelle condizioni più adatte”

Una donazione nata dalla collaborazione tra Ceia e Calcit: “l’azienda ci aveva manifestato la sua disponibilità a sostenere sia i malati di covid che la sanità nel momento di massima espansione del virus – ha ricordato il Presidente Giancarlo Sassoli. La scelta, anche dopo un confronto con Feri, è ricaduta sui letti. Sono stati scelti i migliori”.

Il Direttore generale della Asl Tse, oltre a ringraziare Calcit e Ceia, ha sottolineato come “questa donazione contribuisca a qualificare ulteriormente la rianimazione del San Donato che anche nella fase di massima criticità del Covid ha confermato gli alti livelli di professionalità e di attenzione verso il malato che l’hanno sempre contraddistinta. Non è un caso che il dottor Feri rappresenti l’Asl Tse al tavolo di Coordinamento regionale delle terapie intensive”.

 

L'attività angiografica e oncologica prosegue in ospedale, sospesa la senologia. Oggi il sopralluogo per fare luce sulle cause.

 

AREZZO, 17 aprile 2020 - È ancora in corso la conta dei danni dopo l'incendio accaduto giovedì sera alla palazzina ex Calcit che si trova di fronte all'ospedale San Donato. Solo la luce del sole potrà consentire ai vigili del fuoco e ai tecnici dell'azienda sanitaria di fare il conto esatto e di comprendere anche le cause dell'incendio

 

L’episodio è successo alle 21,30 di ieri, a dare l’allarme sono stati i sensori antifumo presenti nella struttura che un tempo ospitava i malati terminali, ma che poi – a causa della riconversione dell’ospedale San Donato – era usata per i trattamenti utic e per l’oncologia. Al momento dell’incendio non c’era nessuno all’interno, sul posto sono intervenuti i pompieri di Arezzo che hanno domato il rogo, preoccupazione per una possibile presenza di sostanze radiogene e pericolose che poi è stata esclusa dalla Asl. 

Diverse le squadre dei vigili del fuoco che sono intervenute, i pompieri indossavano le dotazioni per gli interventi in contesti contaminati, infatti in questo sito sono presenti sostanze utilizzate nei trattamenti anti tumorali. Qui sono giunti anche il direttore generale Antonio D'Urso e i primari delle strutture coinvolte, subito è stato approntato il piano per la prosecuzione delle attività che si svolgevano da qualche giorno nella palazzina. 

Sì perché di norma la struttura ospitava l'hospice, ovvero i letti di degenza per malati terminali, ma il Coronavirus e i cambiamenti organizzativi del San Donato hanno comportato molti cambiamenti. Fra questi quello dello spostamento dell'utic e dell'oncologia in questo plesso, entrambe le attività però adesso sono costrette al dietro front e al ritorno dentro l'ospedale.

I danni sono ingenti perché è andato distrutto un angiografo, le fiamme pare che si siano sviluppate dagli impianti presenti fra soffitto e controsoffitto, ma gli accertamenti sono ancora in corso. 

Stesso discorso per la lista dei danni, oltre alle preziose strumentazioni come l'angiografo, sono andati in fumo gli impianti sanitari al piano interrato e poi c'è da eseguire una sanificazione dal fumo in tutto lo stabile che resta inagibile. Il conto, secondo una prima stima della Asl, potrebbe arrivare tranquillamente a 2 milioni di euro. 

Ecco come sarà proseguita l’attività prevista: l’oncologia della palazzina Calcit sarà svolta alla 4’ scala 2’ piano. In questa seconda sala di emodonamica non erano previste attività per domani. Continua l’attività di emodinamica al IV piano quarto settore (c/o Utic). Sospesa l’attività della senologia per la giornata di oggi

”. L’affondo del presidente del Calcit  Giancarlo Sassoli 

“Grazie alle numerose donazioni dei cittadini aretini ad oggi abbiamo impegnato oltre 300.000 euro in materiali di protezione individuali , letti ed altro destinati agli operatori sanitari del nostro Ospedale San Donato (ricordiamo ospedale Covid) ed intero territorio aretino – spiega in una nota il presidente del Calcit aretino, Giancarlo Sassoli. 

In queste donazioni continuiamo a pagare Iva del 22%, quindi, su questo importo circa euro 60.000 che non vanno a beneficio nè degli operatori sanitari nè dei pazienti. 

Questo è il momento di intervenire su questa “odiosa” tassa sulla solidarietà, quindi agire affinché tutte le donazioni che vengono consegnate direttamente alla Sanità Pubblica avvengano in esenzione IVA o se non fosse proprio possibile applicare IVA minima del 4%.

 

Noi cittadini restiamo in attesa di una urgentissimo risposta da parte dei nostri amministratori eletti

Di Stefano Pezzola- 31 Marzo 2020

 

Oggi abbiamo consegnato all’ospedale San Donato di Arezzo le prime 3.000 mascherine ffp2. ( parte di un ordine totale di 28.000)

Il Calcit di Arezzo, grazie alle numerosissime donazioni dei cittadini, ha impegnato circa 300.000 euro per acquistare materiali di protezione per tutti gli operatori sanitari dell’Ospedale San Donato di Arezzo e del territorio provinciale aretino.

Tutte le operazioni sono concordate con la direzione aziendale della AUslsudest ed il Presidente degli infermieri Giovanni Grasso che ci garantiscono la conformità.

Siamo in contatto continuo con la stessa Direzione ed operatori sanitari per dare loro ed a tutti i malati tutto il nostro aiuto grazie alla vicinanza di tutti i cittadini di Arezzo

 

Vogliamo ricordare che anche in questa situazione di emergenza il Calcit sta sostenendo il servizio Scudo – cure domiciliari per malati oncologici e ad alta complessità con un impegno mensile di 25.000 euro (300.000 euro all’anno).ai quali, insieme a tutti i cittadini, non faremo mancare il nostro sostegno.

Anche la segreteria del Calcit è chiusa rispettando le disposizioni, ma siamo pienamente operativi utilizzando la tecnologia a disposizione per garantire il nostro apporto alle necessità attuali e future della Sanità pubblica aretina.

A prestissimo ed a chi può e deve farlo un invito: STIAMO A CASA.. il Calcit sta sostenendo il servizio Scudo – cure domiciliari per malati oncologici e ad alta complessità con un impegno mensile di 25.000 euro (300.000 euro all’anno).ai quali, insieme a tutti i cittadini, non faremo mancare il nostro sostegno.

 

A prestissimo ed a chi può e deve farlo un invito: STIAMO A CASA..

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E' costata, tra allestimento e pratiche burocratiche, 14mila euro.
Denaro che è arrivato interamente dalle tasche degli aretini che, attraverso le donazioni al Calcit, hanno consentito all'associazione di poter acquistare e poi donare una nuova vettura all'emergenza urgenza di Arezzo

Si è svolta di fronte alla porta d'ingresso dell'ospedale San Donato la cerimonia di consegna delle chiavi del nuovo veicolo che, da oggi, andrà ad ingrossare il parco macchine del 118.

Si tratta di una Smart, un veciolo piccolo e agile che consente agli operatori dell'emergenza urgenza di operare in tutta sicurezza anche all'interno del centro storico di Arezzo.

Il mezzo è stato consegnato alla presenza del direttore generale Enrico Desideri, del direttore del Dipartimento dell’Emergenza Urgenza Massimo Mandò, del direttore dell’ospedale Massimo Gialli e del presidente del Calcit Giancarlo Sassoli. 

 “Tempo fa Massimo Mando ci ha chiesto di sostenere questo progetto della Smart infermierizzata - ha spiegato Sassoli - Ne abbiamo intuito l'importanza,  perché rivolto a tutti i pazienti fragili che con questo servizio potranno ricevere la cura al proprio domicilio, senza viaggi ed attese al Pronto Soccorso. Il costo è stato di circa 14.000 euro, interamente sostenuto dal Calcit grazie ai contributi dei cittadini che, anche in questo caso, sono stati determinanti per l'avvio di un nuovo servizio utilissimo”.

“L’idea della Smart nasce dall’esperienza che abbiamo avuto con la moto - ha spiegato Mandò - Sono mezzi che ci consentono di essere più reattivi e presenti, con l’infermiere che potrà fare la differenza anche in caso di piccoli interventi. Penso per esempio al cambio catetere. Non sarà più necessario portare il paziente al Pronto Soccorso, rischiando di creare disagio a lui e di intasare la struttura. L’infermiere, in modo autonomo, potrà andare al domicilio e fare quanto necessario. Che dire al Calcit? Grazie di nuovo, perché è sempre molto vicino alla sanità”. "

Senologia più veloce grazie al CALCIT

Il CALCIT ha consegnato al reparto del San Donato strumentazioni di ultima generazione per 370mila euro: diagnosi sempre più precoce. Lo screening sarà anche per le 45enni