Pubblicato: 11 Febbraio 2021

Presentazione questa mattina con l’assessore regionale Simone Bezzini

Anche le macchine hanno un nome e Vereos è quello della nuova Pet attivata nell’ospedale San Donato di Arezzo. L’acronimo sintetizza tomografia a emissione di positroni, è una tecnica diagnostica di medicina nucleare che prevede la somministrazione per via endovenosa al paziente di un radiofarmaco. La Pet è utilizzata soprattutto in oncologia, neurologia, cardiologia, reumatologia e malattie infettive.
"Tre elementi la caratterizzano - ha detto stamani nell'ospedale San Donato l'assessore regionale alla salute, Simone Bezzini. La migliore qualità delle prestazioni, un'ancora più forte attenzione ai pazienti e infine l'ottimizzazione delle risorse". "E' una tecnologia all'avanguardia - ha aggiunto il Direttore generale della Asl Tse, Antonio D'Urso - che rende Arezzo polo di riferimento della Medicina Nucleare in Toscana. L'Azienda ha investito 3milioni e 700mila euro nel macchinario ai quali si aggiungono altri 150euro per i lavori di adeguamento dell'immobile. Uno sforzo capace di produrre un più 30% di prestazioni con una qualità ancora maggiore".
Nel corso della presentazione nell'auditorium Pieraccini sono intervenuti anche il Sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli ("Questo macchinario aiuterà il san Donato a risalire la china e rappresenta la volontà di un salto in avanti"), la Presidente della Provincia, Silvia Chiassai Martini ("Il San Donato si conferma punto di riferimento per tutta la provincia. Soprattutto in questa fase, tutti dobbiamo puntare a garantire i migliori servizi ai cittadini") e il Presidente del Calcit, Giancarlo Sassoli ("Nel 2005 lo sforzo fu della comunità aretina e adesso, con risorse Asl, si completa il lavoro avviato allora. I pazienti hanno a disposizione una tecnologia che accorcia i tempi dell'esame e necessita di una quantità minore di radiofarmaci").
La nuova Pet è stata presentata da Alfonso Baldoncini, Direttore dell’UO Medicina nucleare di Arezzo: "Vereos esternamente non presenta grandi variazioni rispetto alle macchine adesso in funzione nei vari centri regionali e nazionali. Tra le novità va segnalata l’illuminazione esterna utile a ridurre la claustrofobia di alcuni pazienti che si sottopongono a questo complesso esame. Quanto invece alla funzionalità, Vereos ha maggiore sensibilità e cioè una minore perdita di informazioni, aumenta la risoluzione spaziale e quindi la capacità di evidenziare tumori di piccole dimensioni; un maggior contrasto nell’individuare le lesioni patologiche dei tessuti sani. Infine viene diminuito il radioattivo somministrato ai pazienti con conseguente minore irraggiamento per i pazienti. Altro importante vantaggio per chi si sottopone a questo esame, è la riduzione della sua durata con conseguente minore stress e abbattimento delle liste di attesa””
“Vereos” è la prima digitale della regione Toscana. Oggi sono rari i centri nazionali dotati di questa sofisticata tecnologia. Le caratteristiche costruttive e gli accorgimenti la differenziano dai tomografi standard analogici, attualmente in funzione nelle medicine nucleari. “Senza entrare nei dettagli tecnici – sottolinea Baldoncini - possiamo dire che le PET digitali hanno la peculiarità di ottimizzare il segnale (la radiazione gamma) emesso dalla sostanza radioattiva che viene iniettata ai pazienti. Le immagini che lo strumento fornisce ai medici per fare diagnosi dipendono dalla distribuzione corporea del radiofarmaco somministrato e la mappa di distribuzione varia anche dalle condizioni patologiche del paziente. E' ormai appurato che, grazie allo sviluppo tecnologico, le ditte costruttrici implementeranno la produzione di questi nuovi tomografi PET che presentano indiscussi vantaggi. L'arrivo della nuova apparecchiatura e degli accessori, permetterà di implementare nuove metodiche diagnostiche di ultima generazione, indispensabili per le moderne strategie diagnostico-terapeutiche soprattutto in campo oncologico”.

iniziativa Calcit Arezzo "NATALE SOLIDALE"

Mercoledì 9 Dicembre 2020 alle ore 11.00 nel piazzale  dell'Ospedale San Donato di Arezzo 

Consegna panettoni ed altro per tutto il personale del San Donato   (messi a disposizione del Calcit di Arezzo gratuitamente da  aziende aretine) e

momento musicale con  M.o Paola Pasquini,  Elisabetta Ricci e Duccio Niccolini.L'iniziativa ha compreso anche la donazione di quattro alberi di Natale,addobbati da Greta Palazzini,  che verranno collocati  nel piazzale del San Donato  ed   al   Centro Oncologico.

Presenti il direttore generale Dr. D'Urso,il vice sindaco Lucia Tanti, il direttore del presidio D.ssa Barbara Innocenti, il Presidente degli infermieri Giovanni Grasso,  il Presidente  e Vice presidente del Calcit di Arezzo Giancarlo Sassoli e Siro Piantini.

”. L’affondo del presidente del Calcit  Giancarlo Sassoli 

“Grazie alle numerose donazioni dei cittadini aretini ad oggi abbiamo impegnato oltre 300.000 euro in materiali di protezione individuali , letti ed altro destinati agli operatori sanitari del nostro Ospedale San Donato (ricordiamo ospedale Covid) ed intero territorio aretino – spiega in una nota il presidente del Calcit aretino, Giancarlo Sassoli. 

In queste donazioni continuiamo a pagare Iva del 22%, quindi, su questo importo circa euro 60.000 che non vanno a beneficio nè degli operatori sanitari nè dei pazienti. 

Questo è il momento di intervenire su questa “odiosa” tassa sulla solidarietà, quindi agire affinché tutte le donazioni che vengono consegnate direttamente alla Sanità Pubblica avvengano in esenzione IVA o se non fosse proprio possibile applicare IVA minima del 4%.

 

Noi cittadini restiamo in attesa di una urgentissimo risposta da parte dei nostri amministratori eletti

Di Stefano Pezzola- 31 Marzo 2020

 

Oggi abbiamo consegnato all’ospedale San Donato di Arezzo le prime 3.000 mascherine ffp2. ( parte di un ordine totale di 28.000)

Il Calcit di Arezzo, grazie alle numerosissime donazioni dei cittadini, ha impegnato circa 300.000 euro per acquistare materiali di protezione per tutti gli operatori sanitari dell’Ospedale San Donato di Arezzo e del territorio provinciale aretino.

Tutte le operazioni sono concordate con la direzione aziendale della AUslsudest ed il Presidente degli infermieri Giovanni Grasso che ci garantiscono la conformità.

Siamo in contatto continuo con la stessa Direzione ed operatori sanitari per dare loro ed a tutti i malati tutto il nostro aiuto grazie alla vicinanza di tutti i cittadini di Arezzo

 

Vogliamo ricordare che anche in questa situazione di emergenza il Calcit sta sostenendo il servizio Scudo – cure domiciliari per malati oncologici e ad alta complessità con un impegno mensile di 25.000 euro (300.000 euro all’anno).ai quali, insieme a tutti i cittadini, non faremo mancare il nostro sostegno.

Anche la segreteria del Calcit è chiusa rispettando le disposizioni, ma siamo pienamente operativi utilizzando la tecnologia a disposizione per garantire il nostro apporto alle necessità attuali e future della Sanità pubblica aretina.

A prestissimo ed a chi può e deve farlo un invito: STIAMO A CASA.. il Calcit sta sostenendo il servizio Scudo – cure domiciliari per malati oncologici e ad alta complessità con un impegno mensile di 25.000 euro (300.000 euro all’anno).ai quali, insieme a tutti i cittadini, non faremo mancare il nostro sostegno.

 

A prestissimo ed a chi può e deve farlo un invito: STIAMO A CASA..

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E' costata, tra allestimento e pratiche burocratiche, 14mila euro.
Denaro che è arrivato interamente dalle tasche degli aretini che, attraverso le donazioni al Calcit, hanno consentito all'associazione di poter acquistare e poi donare una nuova vettura all'emergenza urgenza di Arezzo

Si è svolta di fronte alla porta d'ingresso dell'ospedale San Donato la cerimonia di consegna delle chiavi del nuovo veicolo che, da oggi, andrà ad ingrossare il parco macchine del 118.

Si tratta di una Smart, un veciolo piccolo e agile che consente agli operatori dell'emergenza urgenza di operare in tutta sicurezza anche all'interno del centro storico di Arezzo.

Il mezzo è stato consegnato alla presenza del direttore generale Enrico Desideri, del direttore del Dipartimento dell’Emergenza Urgenza Massimo Mandò, del direttore dell’ospedale Massimo Gialli e del presidente del Calcit Giancarlo Sassoli. 

 “Tempo fa Massimo Mando ci ha chiesto di sostenere questo progetto della Smart infermierizzata - ha spiegato Sassoli - Ne abbiamo intuito l'importanza,  perché rivolto a tutti i pazienti fragili che con questo servizio potranno ricevere la cura al proprio domicilio, senza viaggi ed attese al Pronto Soccorso. Il costo è stato di circa 14.000 euro, interamente sostenuto dal Calcit grazie ai contributi dei cittadini che, anche in questo caso, sono stati determinanti per l'avvio di un nuovo servizio utilissimo”.

“L’idea della Smart nasce dall’esperienza che abbiamo avuto con la moto - ha spiegato Mandò - Sono mezzi che ci consentono di essere più reattivi e presenti, con l’infermiere che potrà fare la differenza anche in caso di piccoli interventi. Penso per esempio al cambio catetere. Non sarà più necessario portare il paziente al Pronto Soccorso, rischiando di creare disagio a lui e di intasare la struttura. L’infermiere, in modo autonomo, potrà andare al domicilio e fare quanto necessario. Che dire al Calcit? Grazie di nuovo, perché è sempre molto vicino alla sanità”. "

Senologia più veloce grazie al CALCIT

Il CALCIT ha consegnato al reparto del San Donato strumentazioni di ultima generazione per 370mila euro: diagnosi sempre più precoce. Lo screening sarà anche per le 45enni